Siete abituati male.
Molto male.
Vi illudete che il mondo sia semplicemente
quello che vi facciamo vedere: alla televisione; sulle riviste; nelle
opere d'arte.
(specchio)
E noi siamo stanchi:
siamo stanchi di lanciarci in ricerche formali sempre più raffinate;
stanchi di dover trovare sempre qualcosa di nuovo e di originale;
stanchi di non essere apprezzati per i nostri sforzi, se non superficialmente.
(specchio)
Per secoli abbiamo tentato di aprirvi gli occhi sul
mondo e su voi stessi, di farvi vedere più in là;
ma a voi questo non interessa più, al giorno d'oggi è così evidente:
preferite facili risposte alle domande che vorremmo vi poneste.
(specchio)
Siamo così stanchi che abbiamo scelto anche noi una
risposta facile:
ci siamo dati al digitale.
(specchio)
Cosa importa se la definizione non è la stessa di una
fotografia.
Se le idee sono quelle vecchie a cui non avete mai badato,
leggermente aggiornate alle vostre consuetudini visive.
Se la materia non c'è più.
Se il gesto viene meccanizzato.
Se lasciamo che un macchinario svolga il nostro lavoro.
(specchio)
Scommetto che molti di voi non se ne sono accorti, e
che agli altri non importa.
Neanche a noi; tanto ormai lavoriamo nell'immateriale, nel virtuale.
Ci siamo rifugiati in un mondo che non potete toccare, perché non esiste.
(specchio)
Voi credete di vederci, su di uno schermo o sulla carta.
Ma quella è solo un'interpretazione di quello che facciamo,
di quello che siamo nella nostra realtà virtuale,
fatta apposta per voi che non potete (volete) capire.
E' bello:
non dobbiamo più sforzarci di riportare i nostri sogni o le nostre sensazioni
al vostro livello:
ci pensa il computer.
Non dobbiamo più trovare una forma comunemente accettabile per le nostre
idee:
le filtra il computer.
Non ci dobbiamo più sporcare di colore o intossicare coi solventi.
E soprattutto, non abbiamo più paura di sbagliare,
possiamo farlo tutte le volte che vogliamo, con il computer;
voi non lo saprete mai.
(specchio)
Sì, noi ci stiamo abituando bene.
Abbiamo trovato questo specchietto per le allodole
e lo abbiamo trasformato nella nostra arma vincente:
un artista digitale è sicuramente all'avanguardia, è il nuovo pensiero,
è il futuro.
(specchio)
"Quando tutto sarà informatizzato
(presto, molto presto, forse ieri),
potremo godere appieno solo di opere virtuali,
meglio pensarci da adesso, incominciare ad adeguarsi".
Peccato che alcuni artisti operino attraverso il computer da più di
vent'anni,
senza che ve ne siate accorti.
(specchio)
Noi vi illudiamo di poter fare il nostro stesso lavoro,
con il vostro computer;
noi vi illudiamo che il vostro computer possa fare il nostro stesso
lavoro.
E per darvi una mano (e avere più tempo libero) spesso lavoriamo superficialmente,
al di sotto delle capacità nostre e della nostra attrezzatura.
(specchio)
consciamente non ve ne accorgete,
ma nel vostro intimo vi sentite più vicini all'arte;
così vicini da voler provare voi stessi l'ebbrezza della creazione
andando così di fotocopia in fotocopia
fino al totale annullamento delle sfumature.